dic 05

RUMORE, MUSICA E PAROLE.

“I went from San Berdoo to Kalamazoo just to get away from you, I searched far and wild hoping I was wrong but baby all the good women are gone”

Il treno sfreccia al ritmo dei The Black Keys, tra risaie che si aprono a perdita d’occhio e minuscoli villaggi di contadini. La compilation che mi accompagna lungo il viaggio è piccola ma estremamente variegata, alternando pezzi rock a nenie degne dei migliori emo. Del resto, il mio umore continua ad essere ballerino ed instabile come questo treno, che vede momenti in cui viaggia liscio come l’olio ad altri in cui sembra di star facendo un safari su sterrato.
Il fisico è in netto miglioramento, il che mi ha permesso di continuare il viaggio con una certa tranquillità. Sveglia presto per far della sacrosanta manutenzione alla bici, quindi alla volta di Phitsanulok (una sessantina di km), per prendere un treno per Lop Buri (300km suppergiù).
Lop Buri sarà solo una tappa intermedia dove passare la notte, per proseguire verso Est, attraverso la Thailandia un po’ più remota, e pian piano spingendomi verso la Cambogia ed i templi di Angkor Wat, una delle grandi tappe obbligatorie di questo viaggio.Skippo Miley Cyrus e Sam Smith, non sono proprio dell’umore, mi soffermo sul buon Elvis con Bossa Nova, ma è Happy Ending che riesce, in poche note, a stroncare l’entusiasmo. Lo confermo, nella playlist ho messo troppe canzoni deprimenti (e contare che mi son risparmiato Lana Del Rey). Un po’ di 883 mi riportano il sorriso, per quanto la canzone parli d’amore, e conoscendo Max, saprete che le sue “storie” sono sempre un po’ tristi.“…perché niente al mondo, mi ha mi dato tanto, da emozionarmi come quando siamo noi, nient’altro che noi.” 

 

Son riuscito ad addormentarmi per un pochino. Il treno, sobbalzando brutalmente, mi ha riportato alla realtà. “Can’t hold us” mi restituisce il mood giusto per affrontare il viaggio, anche se il panorama è drasticamente peggiorato: costeggiamo un canale fangoso in una città grigia, triste e sporca. Una costante della Thailandia sono le casupole fatte di legno marcio e lamiere che sorgono attorno alle reti ferroviarie, continuo monito per noi turisti occidentali, che mi riportano alla triste realtà di un paese che ha ben più di una faccia da mostrare. Alle volte mi chiedo come faccia, questa gente, a sorridere così spesso ed in modo così naturale. Probabilmente dovremmo prendere esempio ed imparare a farlo più facilmente.

“I wanted love, i needed love, most of all, someone said true love was dead and i’m bound to fall, for you, oh what can i do?”

Ancora The Black Keys, del resto a Febbraio mi aspetta il loro concerto ad Amsterdam… e chi se li perde?! Non li conoscete? Smettete di leggere il mio blog! “Sciagura a voi” [cit.]

Ridacchio, mentre la mia compagna-temporanea di viaggio, Giulia, sonnecchia avviluppata nelle sciarpe, cercando la posizione giusta per dormire. Il panorama, dalla sua parte del treno, continua ad essere migliore del mio, la cosa mi fa un po’ girare le balle. Niente foto, niente video, solo meravigliose immagini che rimarranno dipinte nella mia testa, almeno per un po’. Vorrei essere in bici, per avere la possibilità di vedere le risaie da più vicino, ma era impensabile spararmi 300km e perdere così intere giornate. Le cose da vedere son troppe, per il tempo a mia disposizione, e non vorrei rinunciare a mete importanti e magari, se Buddha vorrà, ad un po’ di spiaggia.

Si è fatto il tramonto, il cielo si è finalmente rischiarato, rivelando magnifiche sfumature rossastre nelle poche nuvole sparse nel cielo. Parte Clare Torry nel micidiale assolo in “The great gig in the sky”, e quasi in concomitanza, si aprono gialle distese di girasoli. Sento un’esplosione di emozioni e la pelle d’oca, mentre i miei occhi si colorano di tanta naturale bellezza. Provo a fare un video, ma non rende assolutamente. Me ne lavo le mani, e resto inchiodato al finestrino a contemplare uno spettacoloso miracolo.

Infine arrivano gli Oasis con “Don’t look back in anger” e mi rendo nuovamente conto che, nonostante tutto, questa volta un po’ di pioggia si è fermata sulle spalle, contrariamente a quanto mi fosse sembrato fino a pochi giorni fa. Not anger, perhaps, but consternation…
Spengo la musica. Resto a godere del panorama e del silenzioso sferragliare del treno.

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