nov 26

NUOVI AMICI

Preparati i bagagli, sono partito verso il Baan Sabaideen, un piccolo albergo a 10km dalla città. Il navigatore mi ha fatto prendere una stradina di campagna accidentata e polverosa, ma questo mi ha permesso di vedere facce (ancor più) genuine, campi coltivati e animali da fattoria. Allontanandosi dalla città, non c’è più il problema dei randagi, il che mi ha concesso di fotografare più tranquillamente. Ho lasciato la bici incustodita per fare due foto a delle oche, al mio ritorno c’era un gatto che si stava facendo le unghie… sulla ruota anteriore!!

Giunto all’albergo, ho trovato ad aspettarmi una quarantina di bici: Pla aveva organizzato un tour per Ayutthaya. Eravamo tutti turisti, ma io ero l’unico straniero. Assieme a me c’erano sette-otto poliziotti della guardia reale di Bangkok, con le relative famiglie. Il nostro corteo in giro per la provincia di Ayutthaya è stato seguito dalle auto della polizia, permettendoci di infischiarcene del traffico, perché bloccavano tutti. L’accesso a tutti i parchi mi è stato regalato, perché assieme a noi c’era un ministro, ed ancora una volta è stato inutile obiettare. Nonostante i biglietti costassero meno di un euro. Nonostante volessi fare un’offerta per la manutenzione stessa di questi posti. NO!
Mi hanno insegnato a pregare come i buddhisti, mostrandomi come accendere l’incenso, come sfregare le foglie d’oro sulle statue sacre e come inginocchiarmi per chiedere la buona fortuna. E’ stato probabilmente il momento più serio di tutta la vacanza, mi sono totalmente estraniato dal mondo per un paio di minuti, trovando uno stato spirituale di quieta beatitudine. Ed è stato abbastanza spaventoso.

La giornata è stata dolce e sonnolenta, ho trascorso il tempo con un gruppo di bambini che si sforzavano di parlare inglese. Poi hanno chiesto una foto, ed a quel punto anche i genitori si sono sentiti legittimati di chiederne una. Ho passato quindi dieci minuti a fare, a turno, foto con tutti. “Una con Jun” “Ok, adesso con la sorella” “Ora anche con i genitori” “Sori.. sori… anche con i poliziotti” “Fate tutti assieme il like col pollice alzato”. Il mio viso intanto non cambiava espressione: sorriso stupido e imbarazzato. Non so proprio stare dall’altra parte, perdo ogni mia sicurezza.

Arrivata la sera, abbiamo pranzato su di una barca ristorante che fa il giro dell’anello entro il quale sorge la vecchia Ayutthaya. Ho pranzato in modo divino. Poi c’è stato il momento del karaoke, e tutti hanno iniziato a cantare e a battere le mani. Essendo le canzoni in thailandese, mi sono limitato a ondeggiare la testa, sorseggiando sempre più bicchieri di whiskey & soda. Mi sono rischiato di aggiungere del ghiaccio, che nell’ultimo viaggio fu deleterio per il mio intestino (MAI bere acqua di rubinetto in Thailandia!)… e standoai risultati di questa mattina, sto bene. Sorvoliamo va!
A fine serata, molte sono state le persone che sono intervenute: non comprendevo una parola, ma riuscivo comunque a capirne il senso, leggendo gioia, commozione, rispetto e orgoglio negli occhi di chi ascoltava. Poi tutti hanno iniziato a farmi cenno, a battermi sulla spalla, a gridare “Alèèè”: era il mio turno. Ho attraversato la barca, imbarazzato ed anche un po’ brillo, e con l’ausilio di una traduttrice, ho profondamente ringraziato tutti per la straordinaria giornata. Mi hanno omaggiato con un paio di guanti, perché avevo raccontato a Pla che i miei li avevo persi in stazione. Rientrando al mio posto, molti hanno voluto stringermi la mano e abbracciarmi. L’amore disinteressato che dimostra questo popolo, in ogni gesto quotidiano, in ogni parola gentile, in ogni inchino ed ogni ringraziamento, mi riempie i polmoni ed il cuore di felicità.

foto thailandia buddah albero

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