dic 22

NUOVA BANGKOK

Rivedo Bangkok con occhi nuovi, dopo tanto tempo. Quest’anno l’ho vissuta in modo intermittente, crocevia del mio peregrinare tra Thailandia e Cambogia, tappa intermedia pressoché obbligatoria, nodo cruciale di ogni spostamento via treno. Ed infine ci son tornato per un’ultima volta, concedendomi alcuni giorni per riprovare a respirarla in modo diverso. Se di giorno resta quel maelstrom di traffico e smog, carico del puzzo acre di spazzatura e sudore, la notte si trasforma. Una volta che la cappa d’afa sprofonda dietro l’orizzonte accompagnando il sole morente, la capitale rinasce a nuova vita. Inizia la fantasmagoria di luci, tra insegne al led alte quanto palazzi, addobbi natalizi che fanno concorrenza agli Champs Elysee ed i mirabolanti tuk-tuk, parodie ambulanti delle auto truccate di Fast & Furious.

La bici resta confinata nel garage dell’hotel, troppo complicato girare a Bangkok su di essa. Ciclisti se ne vedono, ma nel weekend il traffico raggiunge un pericoloso apice, è spaventoso affrontare le strade persino dentro i quasi-sicuri taxi. Ed io sono un ciclista di merda. I trenta mi spaventano, ma vorrei comunque arrivare a spegnere quelle candeline…

Domani è ufficialmente l’ultimo giorno in Thailandia, e già in questi giorni stavo cominciando a tirare le somme del viaggio. Oggi ho avuto la riprova che questo paese è fantastico. Sono stato al KFC (sì, da vegetariano non dovrei, ma anche stare 40 giorni senza proteine è proprio poco sano! Trovare del seitan in questo paese è difficile tanto quanto trovare un tailandese capace di parlare un inglese decente) e con stupore ho scoperto che la cassiera era sordomuta. Non solo lei: l’intero personale. Mi si è sbriciolato il cuore. Un locale gestito in piena armonia, con indicazioni visive per poter comunicare nel linguaggio dei gesti con i camerieri.

Oggi ho visto Bangkok dall’84esimo piano (girevole) dello Sky Tower Baiyoke. Pura poesia. Un inquinamento luminoso spaventoso e nessuna stella in cielo, ma miliardi di minuscole luci  in movimento a colorare il dedalo caleidoscopico di una delle città più caotiche del mondo. Veniteci, in questo paese, saprà incantarvi con le sue mille incongruenti bellezze, un’altalena che oscilla tra tradizione e modernità assoluta.

Scrivo seduto dal lettino del tatuatore, perdonate se ho commesso strafalcioni… Vi aggiorneró domani, prima della partenza, quando dall’aereo guarderó, forse per l’ultima volta, la “terra degli uomini liberi” (thai-land). E lasceró qui sepolto, tra ricordi meravigliosi, un altro brandello del mio cuore.

NUOVA BANGKOK

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