dic 05

LOP BURI, UN MUST

Lop Buri, piccola tappa tra Ayutthaya e Sukhothai, merita certamente una capatina giornaliera. Per quanto offra modeste attrattive (alcune wat in rovina, curate assai poco, un museo e qualche negozietto decente) è certamente conosciuta, dal viaggiatore attento, per la sua più grande peculiarità: è invasa dalle scimmie. Prendete Piazza San Marco, a Venezia, sostituite i piccioni con animali più simili a noi ma molto, molto più dispettosi, e capirete di cosa sto parlando. Qui vige la legge della giungla! Gli abitanti, credo francamente facciano buon viso a cattivo gioco, perché se da un lato li vedi, esasperati per le continue scorrerie della brigata molesta, dall’altro non possono che ringraziare queste presenze sgradite per il continuo, seppur esiguo, flusso di turisti che la città accoglie ogni giorno.

Lop Buri sancisce anche una sorta di confine, perché dopo questa meta, la Thailandia orientale inizia ad essere un po’ più problematica: oggi discutevamo a tavolino per decidere la prossima destinazione, ma davvero, l’est è poco invitante. Il superbo Khao Yai, il parco naturale più grande del paese, nel weekend si riempie di thailandesi, mettendo in fuga gli animali (per le tigri e i serpenti potrei anche ringraziarli..!) e saturando gli albergi. Restano a disposizione, ma non per le nostre tasche, i golf club ed i loro superbi resort, che con cifre tutto sommato accettabili, offrono piscina, spa e cure termali; peccato che le nostre intenzioni siano quelle di dormire in tenda, fare ore di trekking e mangiare, se tutto va bene, un po’ di pane e formaggio. Inoltre è un parco assolutamente non a misura di turista: per muoversi all’interno serve un mezzo di trasporto serio (in bici in mezzo a varani e kobra reali non ci vado! E non lo dico per sentito dire, ci andai tre anni fa, e li incrociai… a bordo di un pickup!), serve una tenda (che si può noleggiare), le cose base per il campeggio, luci, fornelletti, tutte cose che non abbiano e che non si trovano. Ah già, e i “calzini” per le sanguisughe. Si potrebbe optare per un trekking organizzato, ma sul serio, abbiamo chiamato un tot di alberghi e non se ne trova uno libero!

Intanto volge al termine una giornata divertente e animalesca. I miei dolori sono (forse) finiti, patatine fritte, ciambelle, latte al cioccolato e le “Virtual” che mi sto scafando ora, hanno certamente contribuito a rendermi la vita più leggera. Sistemo le foto e provo a caricare un video, che vista la velocità della connessione, sarà pronto per il 2015. Unico rammarico, l’impossibilità di far foto con le scimmie sulla bici, perché all’interno del “tempio delle scimmie”, i guardiani non mi hanno permesso di farlo, e fuori, francamente, le scimmie fanno molta paura (anche se mai come i branchi di cani di Ayutthaya!)

In generale, in tutta la Thailandia, non ci si può quasi sedere sui templi in rovina ma si possono visitare ampiamente con la bici. Qui a Lop Buri, le bici devono restare fuori: in compenso i ragazzini, all’uscita dalle scuole, si arrampicano su rovine che hanno quasi mille anni come se nulla fosse. Boh, stranezze di un piccolo villaggio simpatico.

Ah, sapevate che dopo 15 giorni Spotify smette di funzionare, all’estero? Mi son rifatto il premium, ed ora, con somma gioia, ho già buttato qualche gigalione di canzoni nuove (e pure qualcosa dei cari amici Autumn’s Rain – anche se vorrei ci fosse l’album nuovo!)

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