dic 01

DOLCE FAR NIENTE

Giornata particolarmente indulgente, la mia. La sveglia ha mortificato la squisitezza di un sogno che avrei voluto finire, ma la consapevolezza che oggi sarebbe stato un giorno destinato alla cura del mio spirito, del fisico e dei buoni pensieri, mi ha fatto alzare senza troppe storie. Un’ora, per fare i bagagli, dove lo spazio è sempre meno per far spazio alle cose più assurde, quindi son partito. Poco più di un km, per fermarmi nell’albergo con piscina che mi son concesso per il weekend: la camera credo fosse lussuosa, negli anni ’60, e da allora ha conservato i colori ed i mobili; val la pena dire che si dimostra straordinariamente in linea con il periodo vintage che stiamo vivendo, quindi a me va bene.
Ho passato la giornata a bordo piscina, giusto con un braccio immerso per avere un vago senso di refrigerio dal caldo soffocante. Ho ascoltato tantissima musica, il mio cuore ne aveva bisogno assoluto: come sempre, mi fisso su un cantante e lo ascolto allo sfinimento. Oggi toccava a Lo Stato Sociale, tanto per cambiare…
Uscito in strada, ho dovuto affrontare un lungo e seccante peregrinare in mezzo ad una via un po’ troppo esplicita, che vedeva un alternarsi di massaggiatrici decisamente troppo avvenenti e ragazze che dai bar mi chiamavano per un po’ di compagnia. La cosa mi ha dato veramente fastidio, oltre a causarmi un certo imbarazzo. Avevo voglia di un massaggio, ma non volevo assolutamente potermi trovare in situazioni equivoche. Così, dopo due ore di cammino, ho trovato un piccolissimo centro la cui massaggiatrice aveva l’unico pregio di aver ancora tutti i denti in bocca. Vecchia, grinzosa ma con lo sguardo vigile e le mani fortissime, mi ha regalato un massaggio meraviglioso. Credevo non ci potesse essere nulla di meglio, ma sbagliavo, perché mentre mi massaggiava i piedi, ho mangiato un pezzo di Lindt. La scarica di endorfine è stata così forte da intorpidirmi per qualche minuto, catapultandomi nuovamente nel sogno di questa mattina. Ho lasciato una mancia più che sostanziosa, di fatto è come se avessi pagato per due massaggi. Di contro, nell’ora trascorsa per rientrare alla base, ho continuato a portare un fardello emotivo pesante come un macigno. Altro che chiodino…

Parentesi incazzosa: ogni volta che mi trovo a fare un massaggio, ho sempre quel velato timore che possa trasformarsi in qualche cosa di diverso, e francamente non saprei come comportarmi. Se da un lato aborro profondamente ogni forma di prostituzione, è altrettanto vero che il loro modo di comportarsi è (credo… spero) dettata da esigenze economiche ben manifeste. Resta il fatto che trovo la cosa assolutamente squallida, e non mi permette neppure di godere a pieno del massaggio in sé. Mi spiace esistano queste situazioni, che sono in buona misura assecondate dalle fiumane di turisti in cerca di sesso facile.

Domani si prospetta una giornata del tutto simile a quella di oggi, fatta di sole, di relax, di quiete, di buoni pensieri e di tanto buon cibo. Se da un lato non ho ancora avuto modo di fare fotografie veramente convincenti, dall’altra sto facendo nuove scoperte culinarie ogni giorno, e nonostante tutto, son certo di star perdendo peso. Solo la bilancia di casa, il 24 Dicembre, saprà darmi un responso… ma nessun problema, perché mi si prospetterà una settimana di ingozzate.

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