nov 27

CHIANG MAI, PRIMO GIORNO.

Partito con il treno delle 20.45 in direzione Chiang Mai, mi sono svegliato infreddolito nella mia cuccetta. Ho aperto le tende del finestrino e con mia grande sorpresa eravamo già immersi nel verde. Davanti a me, ampie vallate, natura incontaminata, quella leggera foschia che rende magico il panorama e la calda e radente luce del primo mattino. Non vedevo l’ora di scendere, ma in realtà mancavano ancora tre ore. Dopo aver fatto colazione e preparato nuovamente i miei pochi effetti personali, ho attaccato bottone con un colombiano ed un americano, parlando un po’ in inglese ed un po’ in spagnolo (in modo vergognoso). Anche questi erano diretti a Chiang Mai, e da sciocco non ho chiesto loro dove alloggiassero, perché avrei potuto approfittarne per altre due chiacchiere in questi giorni.

Arrivato in stazione ho ritrovato la mia bici e sono partito alla volta del Julie, la guest house raccomandata dalla Lonely Planet. In realtà si è rivelata full (ma solo per me: hanno valutato se valeva la pena dare la camera a uno in bici, solo, che probabilmente non avrebbe investito soldi nelle escursioni in bici che si organizzano in tutte le strutture. Prima di andare via, una coppia ha chiesto una camera e stranamente l’hanno ottenuta). Poco male, perché 8 secondi dopo ho trovato posto nella locanda accanto, cavandomela con 350 baht per una camera abbastanza grande, pulita, anche se con un’esposizione di merda (avrei voluto il sole in terrazzo il mattino, per prendere un po’ di sole – considerato più che altro che mi sto abbronzando con il segno di maglietta, pantaloni, casco e orologio!)

La mia esplorazione della città è avvenuta come al solito, a casaccio, girovagando senza una meta seguendo il mio inutile senso dell’orientamento. Sono finito nel mercato dei fiori, ma mi aspettavo qualcosa di più figo. Ho fatto pausa in un caffè, ed approfittando della wifi ho cercato attrazioni nei paraggi. Poco fuori dalla città sorge il Wat U Mong, un tempio buddhista parzialmente scavato nella roccia, con lunghi tunnel silenziosi. Mi aveva convinto; l’ho raggiunto in un’oretta grazie esclusivamente al gps (a proposito, scaricatevi CoPilot! In vacanza salva davvero la vita!) e sono partito all’esplorazione del posto, che devo dire, non mi ha colpito più di tanto. Cristina, la padovana conosciuta in aereo, mi aveva detto “Bah, visto uno, li hai visti tutti i templi…” e forse non posso darle tutti i torti. Salvo rare eccezioni, ci si trova di fronte a cose molto simili: statue di buddha, tanti monaci (che il più delle volte giocano con il cellulare o ridacchiano tra loro), bastoncini d’incenso, gente devota che prega inginocchiata.
Ho passato mezz’ora seduto a terra circondato dalle galline, dando loro pezzetti di pane. Terrorizzate, dopo un po’ hanno finalmente preso confidenza ed iniziato ad accettare il cibo dalle mie mani. Una chioccia con i pulcini mi ha seguito per un po’, fidandosi ed accettando il pane senza problemi, anche perché per lei si trattava di dare da mangiare a 6-7 piccolini.
Ho fatto un giro attorno al lago del posto, trovando degli scorci meritevoli di essere fotografati, ho visto rospi giganti, tartarughe e, probabilmente, piccoli coccodrilli/varani/lucertoloni (che per fortuna si son tenuti alla larga). Qui ho conosciuto Adam, un americano che oramai dal 2006 viene a Chiang Mai per 4 mesi l’anno; ne ho approfittato per imparare qualcosa del posto e per farmi raccontare come si passa la giornata da queste parti. Abbiamo chiacchierato un po’, mi ha fatto alcune foto con la bici (niente selfie questa volta!) e ci siamo dati appuntamento per un pranzo assieme.

Ho continuato poi a girovagare per stradine più o meno secondarie, ed ancora una volta la mia strada è stata bloccata da un cane ringhiante: sono una persecuzione!

Rientrato alla guest house, ho fatto un giro dei paraggi, scoprendo che effettivamente ho scelto una sistemazione un po’ di cacca, perché se è vero che le camere sono buone, lo stesso non si può dire per le opportunità di socializzare. Vedrò il da farsi per i prossimi giorni, ed in caso mi butto su qualcosa di più frequentato. Ho quindi passato le successive due ore sistemando i siti web a due miei clienti italiani (vi mangerei le mani! ^_^ )

Intanto s’era fatta sera. Ho comprato due cazzatine al 7eleven, mi sono sbarbato (dissanguandomi), fatto la doccia e buttato a dormire.

TEMPIO THAI CHANG MAI

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