feb 26

Ci siamo, le nostre Fixie sono online!

La bicicletta a scatto fisso è un amore totale. È come le scarpe con il tacco, la cucina giapponese e i film di Tarantino. La nostra passione per il mondo a due ruote ci ha spinti oltre; studiare e applicare nuovi concetti di stile continuando a fornire valore senza compromettere la qualità. Le scattofisso Novabikes sono leggere perchè in alluminio, accessibili e convenienti, dal design accativante e con la possibilità di intercambiare i pezzi, creando la fixie che stai cercando. Le scatto fisso stanno rivoluzionando il mondo delle due ruote e il nostro intento è quello di sviluppare prodotti che non solo possano tenere il passo dei tempo, ma che possano rimanere davanti al gioco.
dic 29

IL VIAGGIO INIZIA OGGI.

Bangkok, Mosca e infine il rientro a casa. Di nuovo entro le mura domestiche, circondato dagli affetti della famiglia, dalle sonnecchiose coccole del mio vecchio cane e dai fischi impazziti del mio pappagallo, che voglia di scendere dalla spalla proprio non ne ha. Sveglia presto, una fetta di pandoro ed un caffè che è tanto buono da farmi venire le lacrime agli occhi. O forse sono solo stanco. O forse ho la testa ancora immersa nell’Oriente. Lo abbandono senza rimpianti o mancanze, sono riuscito a viverlo talmente appieno che sono assolutamente felice. Sarà che son riuscito a far pace con me stesso, con un io interiore che ancora voleva dire la sua. Sarà che risuonano nell’aria le note di Beethoven e tanto basta a dirmi che sta andando tutto bene. E così è. Ho affrontato un viaggio che mi ha portato in lungo e in largo, sfinendomi e sfiancandomi, buttandomi giù e deprimendomi. Alle volte guardavo il gps e mi dicevo “ancora 30km, non ce la farò mai”, oppure capivo d’aver sbagliato strada e di essermi perso. Ci sono stati tanti momenti difficili, ma l’averli superati tutti indipendentemente dal resto mi dava la forza di cercare nuovi ostacoli e mettermi alla prova; il […]
dic 22

NUOVA BANGKOK

Rivedo Bangkok con occhi nuovi, dopo tanto tempo. Quest’anno l’ho vissuta in modo intermittente, crocevia del mio peregrinare tra Thailandia e Cambogia, tappa intermedia pressoché obbligatoria, nodo cruciale di ogni spostamento via treno. Ed infine ci son tornato per un’ultima volta, concedendomi alcuni giorni per riprovare a respirarla in modo diverso. Se di giorno resta quel maelstrom di traffico e smog, carico del puzzo acre di spazzatura e sudore, la notte si trasforma. Una volta che la cappa d’afa sprofonda dietro l’orizzonte accompagnando il sole morente, la capitale rinasce a nuova vita. Inizia la fantasmagoria di luci, tra insegne al led alte quanto palazzi, addobbi natalizi che fanno concorrenza agli Champs Elysee ed i mirabolanti tuk-tuk, parodie ambulanti delle auto truccate di Fast & Furious. La bici resta confinata nel garage dell’hotel, troppo complicato girare a Bangkok su di essa. Ciclisti se ne vedono, ma nel weekend il traffico raggiunge un pericoloso apice, è spaventoso affrontare le strade persino dentro i quasi-sicuri taxi. Ed io sono un ciclista di merda. I trenta mi spaventano, ma vorrei comunque arrivare a spegnere quelle candeline… Domani è ufficialmente l’ultimo giorno in Thailandia, e già in questi giorni stavo cominciando a tirare le somme del viaggio. Oggi ho […]
dic 22

HOTELS. BAGAGLI. VERGOGNE.

Sono tornato, per l’ennesima volta, nella capitale. E come sempre, Bangkok di notte, in bici, mi lascia il cuore palpitante di emozioni fluorescenti. Anche qui, nei miei ultimi 4 giorni, cambierò tre volte albergo. Oramai sono diventato un fenomeno a preparare i bagagli, bilanciando le due sacche da bici alla perfezione, e mantenendo ugualmente la differenziazione tra borsa destra, con ricambi per la bici e cose utili, e quella sinistra, con computer, reflex e cose pro-cazzeggio. Assieme a queste, la piccola sacca rossa, che sistemo centrale sul portapacchi, utilizzata esclusivamente per infilarci il cibo. Su questa, direi che val la pena aprire un’oscura parentesi. Rientrando dalla Cambogia, la settimana scorsa, son passato per Bangkok e mi sono fermato nel solito hotel vicino alla stazione, le camere sono microscopiche, ma son pulite e climatizzate: per passarci una notte, è la soluzione con il miglior rapporto qualità/prezzo. Il mattino, prima di ripartire, ho fatto rifornimento di cibo per riempire nuovamente la sacca rossa. Aprendola, ho trovato il macello: pezzi di pane, patatine, unto e la condensa delle bibite fresche, avevano creato un cm di sudiciume sul fondo, ed essendo la sacca totalmente impermeabile, lì sarebbe rimasto per sempre. Non avendo molto tempo, ho ben pensato […]
dic 18

LA MORTE A CHA AM

Saremo abituati diversamente, lo so, ma qui in Thailandia la gente sembra sempre un po’ più rincoglionita del normale. In un mese di vacanza, mi saranno capitati sì e no tre thailandesi in grado di parlare un inglese decente, e capaci di capire il mio. Non mi aspetto che la venditrice di ciabatte al mercato m’improvvisi una discussione di filosofia (che neppure io potrei portare avanti), ma in un ristorante gestito da un australiano, mi aspetterei dei camerieri vagamente competenti. Come ho già avuto modo di vedere e rimarcare, in questo paese si fa tutto un po’ alla cazzo di cane, a cominciare dall’accoglienza negli alberghi fino, appunto, alla gestione di un ristorante. Oramai mi sono ridotto a parlare in pieno stile robot, eliminando ogni fronzolo ed ogni parola non strettamente necessaria alla comprensione del succo del discorso. Il mio accento ha perso la sua sfumatura vagamente americana, in favore di un idioma vergognoso che fa male alle orecchie ed al cuore. “Excuse me, THIS” indicando col dito il menu “lemon tea. HOT?” Annuisce. “Ok, and ONE bottle water” concludo, mimando a gesti il numero 1 e la forma della bottiglia. Cinque minuti più tardi arriva con un bicchierone di […]
dic 15

RESET

Mi alzo tardissimo. Faccio colazione a letto con cereali, latte al cioccolato e Scrubs: le dipendenze della bella vita. Dalle finestre entrano bordate di caldo. Fuori il sole frigge le teste della gente. Ciabatte, costume, asciugamano e bicicletta: 50 metri dopo, sono sul lungomare. Gironzolo finché non trovo un punto assolutamente deserto. Le poche persone che vedo in lontananza, spariscono come per magia quando tolgo gli occhiali da vista. In realtà tutto quello che è oltre i 3 metri di distanza da me comincia ad apparire poco nitido. Fottuta miopia. Inizia la mia giornata, fatta di sole e di lettura. Il mare limpido è invitante, ma non mi bagno mai sopra il ginocchio, non ne ho voglia. Intercetto in lontananza una venditrice di frutta, che mi prepara al volo un ananas a fette. Prendo anche tre banane ed un mandarino. Sono il mio pranzo. Me ne resto lì come una lucertola, a sentire il calore del sole sulla mia pelle, mentre scrivo sulla sabbia con la punta dell’indice. Tra i miei pensieri, riaffiora un nome che non esiste, frutto di un vecchio romanzo, ma è così pregno di significato che mi fa sobbalzare il cuore e lo colma di felicità. In […]
dic 15

IL RUMORE DEL MARE

Dopo alcuni giorni passati accanto a Giulia, oggi ci siamo salutati per un’ultima volta (in Thailandia), alla stazione dei treni: per lei un viaggio a Bangkok, prima del rientro a casa. Un abbraccio di cuore e la promessa di un bacaro tour veneziano non appena tornerò anche io in patria. Di buonumore e con la bici pronta, ho attivato il navigatore per raggiungere la costa. Il viaggio si è rivelato straordinariamente piacevole, piccole piste di terra battuta attraverso microscopici villaggi di contadini e immense coltivazioni a perdita d’occhio. Per un breve tratto ho tenuto la reflex di traverso sulla schiena, catturando alcune scene un po’ diverse dal solito, tra cui un laghetto al cui interno bazzicavano almeno un migliaio di anatre, quasi fosse un allevamento (e forse lo era). Ma pedalare con 3 chili sul groppone si è rivelato molto presto faticoso, così l’ho riposta nella sacca ed ho proseguito, limitandomi ad imprimere tutte quelle meravigliose scene nella mia testa. Attraverso 50km di campagne, ho composto la mia prima canzone, la musica che suonava nella mente e la mia voce stonata ad accompagnarla. Il risultato è stato un qualche cosa di inenarrabile, a metà tra il patetico ed un calcio nelle palle. […]
dic 15

PHETCHABURI VIA BANGKOK

Adoro le strade affollate di Bangkok all’ora di pranzo. L’odore di asfalto rovente copre ogni cosa, persino a Chinatown si respira aria di libertà, in mezzo ad un fiume di persone impazzite, turisti in balia dei tuk tuk e motorini pilotati da mancati Valentino Rossi. Il flusso del traffico è continuo ed omogeneo, ogni piccolo spazio vuoto viene rapidamente occupato e liberato di nuovo. Paradossalmente, mi sento molto più a mio agio qui che non in Cambogia, dove se non altro le strade sono ben asfaltate e, pare, vi sia una particolare cortesia riservata ai ciclisti, o forse soltanto ai turisti. Cinquanta chilometri in sella, sopra e sotto i cavalcavia, aspettando il verde del semaforo col cuore che martella nel petto. Il navigatore è un valido aiuto, ma alle volte canna in pieno: mi ritrovo in mezzo a vicoli ciechi, o costretto a caricarmi la bici ed i bagagli sulle braccia per attraversare ponti per pedoni, a fare pure un retrofront quando, per attraversare un quartiere, mi suggerisce di passare attraverso (credo) un cimitero. Alla fine sbocco, un po’ per caso, davanti ad un enorme centro commerciale. Ne approfitto per una pausa da Starbucks, per recuperare energie e consultare internet (non […]
dic 15

LINEA DI CONFINE

Quella piccola linea di confine che porta il nome di Poipet è un polveroso incubo estivo. Le strade sono colme di sciami di turisti spaesati, lavoratori affannati, braccianti agricoli madidi di sudore che portano carri sgangherati e pesantissimi. L’aria umida è satura di odori sgradevoli, un misto di smog, urina e cibo andato a male. Una cacofonia di urla e clacson ottunde il cervello, già fiaccato dal caldo sole battente. Mi ritrovo in una fila disordinata, lunga e appiccicosa, ad aspettare pazientemente il mio turno. Un’irregolarità nel passaporto, e finisco davanti ad un ufficiale, nel suo ufficio, soli: avrà una cinquantina d’anni, negli occhi leggo l’espressione svogliata di chi sa di avere il coltello dalla parte del manico. Esamina il passaporto consegnatogli dalla guardia, poi ostentando un buon inglese esordisce “oh oh, ora sono guai” e mi aspetto veramente il peggio. Quando scopro che è solo una piccola multa, sborso volentieri venti dollari, tirando un sospiro di sollievo. Mentre compilo alcune scartoffie, la mia mano non vuole smettere di tremare. Passato il check-point cambogiano, un’altra fila insopportabilmente lunga e ripiegata come un serpente, è pronta ad attendermi: nelle quasi due ore passate all’interno di quell’intestino, faccio amicizia con due inglesi straordinariamente educati, un attempato […]
dic 09

CAMBOGIA DAY 0

Ce l’ho fatta. Se ripenso al giorno di oggi… che faticaccia ragazzi. Arrivato in albergo ieri sera, ho optato per una cena frugale (anche perché alle 23 dove trovavo un posto aperto?) e nel giro di… beh molto… sono andato a dormire. Sveglia alle 4.30, in strada alle 5.15. Arrivato in stazione alla mezza, ho subito chiamato a raccolta la Madonna e tutti i Santi: il passaporto in reception! Torno indietro, volando. Arrivo in stazione passaportomunito ai 51, il treno partirà ai 55. Salgo a bordo trafelato, grondante sudore. Alle sei e mezza il treno accenna a muoversi. Trenitalia deve aver qualche appalto anche qui in Oriente. Il viaggio dura davvero più del previsto, lo scenario alterna villaggi suggestivi, ampi campi coltivati, aree suburbane, ancora campi e campi. Nel pieno Isaan (la regione più remota e rurale della Thailandia) sale un intero villaggio di contadini, perlopiù anziani ai quali, spero, toccheranno lavori meno massacranti di quelli nei campi (per quanto vi siano macchine agricole a motore eh, non siamo nel 1400). Passa finalmente una buon’anima che vende bevande, mi prendo un caffè freddo: son le 10 e non ho ancora fatto colazione. Pochi minuti dopo segue una seconda venditrice, ma […]
dic 09

DI NUOVO IN TRENO, DI NUOVO SOLO

Oggi ho salutato Giulia, la mia compagna di viaggio nonché salvatrice di questi ultimi giorni, alla quale devo moltissimo, non solo in termini di compagnia e di supporto. Star male dall’altra parte del mondo, in un paese in cui nessuno capisce la tua lingua, può essere faticoso davvero. Le nostre strade si separano, e mentre lei se ne va ad Ayutthaya, dove per altro il re festeggia la Festa di Luna Piena, io me ne torno a Bangkok, per uno stop&start notturno, ripartendo domattina alle 5 per il confine con la Cambogia e quindi, finalmente, giungere ad Angkor Wat. Dopo i giorni d’incessante mal di schiena, ho deciso di buttare via prematuramente le scarpe (pensavo di farlo a fine vacanza), approfittandone per comprare le Nike più zarre che potessi trovare, pagandole per altro l’equivalente della mia ultima settimana di pernottamenti in giro per la Thailandia! Per quanto terzo mondo, i prodotti originali costano quasi come in Italia, ed al momento mi serviva una scarpa con una suola valida e certificata un minimo. Il mio treno è partito con un ritardo degno di Trenitalia, ed ha fatto praticamente tutte le fermate possibili, alla faccia del nome “Rapid”. Imbarcata ed imbragata la […]
dic 05

ANCHE LE SCIMMIE CON LA SCIMMIA PER LA MIA BICI

I thailandesi sono davvero dei gran impiccioni. Ma non lo fanno con cattiveria. Almeno un paio di volte al giorno, Mr. Thai si avvicina, soppesa la bicicletta con lo sguardo, poi mi elargisce un “veri gud” alzando il pollice. Poi tocchigna la bici, mi chiede quanto costa, cose così. Oserei dire che alcuni provassero una morbosa attrazione fisica E proprio ora, mentre son seduto in attesa del treno a scrivere, la versione thai di Eugene Levy (nella sua parte come padre di Jim in American Pie) è lì sul marciapiedi, a guardare la bici, credo stia contando i raggi, perché è imbambolato da qualche minuto. Oggi anche le scimmie hanno deciso che era arrivato il momento di fare un giro sulla bici. Ne è salita una grossa e paurosa, poi una più piccola ha ASSAGGIATO il sellino. Son riuscito a scattarle una foto al volo con il telefono. Che dire, cari ragazzi di Novabikes, le vostre bici piacciono anche qui!! E giù a Milano, stanno già spopolando?!   Giusto un veloce appunto: sto aspettando il treno e le fototessere, arriverò a Bangkok stasera, dormirò e ripartirò col treno delle 5 per Aranyaprathet, quindi farò il visto e sarò ufficialmente in territorio […]
dic 05

LOP BURI, UN MUST

Lop Buri, piccola tappa tra Ayutthaya e Sukhothai, merita certamente una capatina giornaliera. Per quanto offra modeste attrattive (alcune wat in rovina, curate assai poco, un museo e qualche negozietto decente) è certamente conosciuta, dal viaggiatore attento, per la sua più grande peculiarità: è invasa dalle scimmie. Prendete Piazza San Marco, a Venezia, sostituite i piccioni con animali più simili a noi ma molto, molto più dispettosi, e capirete di cosa sto parlando. Qui vige la legge della giungla! Gli abitanti, credo francamente facciano buon viso a cattivo gioco, perché se da un lato li vedi, esasperati per le continue scorrerie della brigata molesta, dall’altro non possono che ringraziare queste presenze sgradite per il continuo, seppur esiguo, flusso di turisti che la città accoglie ogni giorno. Lop Buri sancisce anche una sorta di confine, perché dopo questa meta, la Thailandia orientale inizia ad essere un po’ più problematica: oggi discutevamo a tavolino per decidere la prossima destinazione, ma davvero, l’est è poco invitante. Il superbo Khao Yai, il parco naturale più grande del paese, nel weekend si riempie di thailandesi, mettendo in fuga gli animali (per le tigri e i serpenti potrei anche ringraziarli..!) e saturando gli albergi. Restano a disposizione, […]
dic 05

RUMORE, MUSICA E PAROLE.

“I went from San Berdoo to Kalamazoo just to get away from you, I searched far and wild hoping I was wrong but baby all the good women are gone” Il treno sfreccia al ritmo dei The Black Keys, tra risaie che si aprono a perdita d’occhio e minuscoli villaggi di contadini. La compilation che mi accompagna lungo il viaggio è piccola ma estremamente variegata, alternando pezzi rock a nenie degne dei migliori emo. Del resto, il mio umore continua ad essere ballerino ed instabile come questo treno, che vede momenti in cui viaggia liscio come l’olio ad altri in cui sembra di star facendo un safari su sterrato. Il fisico è in netto miglioramento, il che mi ha permesso di continuare il viaggio con una certa tranquillità. Sveglia presto per far della sacrosanta manutenzione alla bici, quindi alla volta di Phitsanulok (una sessantina di km), per prendere un treno per Lop Buri (300km suppergiù). Lop Buri sarà solo una tappa intermedia dove passare la notte, per proseguire verso Est, attraverso la Thailandia un po’ più remota, e pian piano spingendomi verso la Cambogia ed i templi di Angkor Wat, una delle grandi tappe obbligatorie di questo viaggio.Skippo Miley Cyrus e Sam […]
dic 02

DOVE SONO FINITO?

Mi scuso per i mancati aggiornamenti. Al momento mi trovo a Sukhothai, ci sono arrivato ieri dopo un percorso in autobus durato un’eternità. Sto ufficialmente male, sono due giorni che vomito ed ho la febbre (presumo) alta. Ho preso farmaci come se fossero caramelle, ed hanno sortito il loro effetto. Al momento sono seduto al bar della guesthouse aspettando che si freddi il tè, ho la pancia che urla per il dolore. In queste ultime 48 ore ho mangiato un pugno di riso, una mela, una banana e alcuni crackers. Metà di questi son finiti dritti nel cesso… in un modo o nell’altro… Ho la gigantesca fortuna di non essere del tutto solo, perché il bungalow di Giulia dista solo pochi passi dal mio e ieri mi è stata davvero di supporto, sarei morto se fossi stato da solo. Volevo andare al parco storico, a 12km da qui, ma non mi sento sufficientemente in forze. Berrò il tè e tornerò a letto, a riempirmi la testa di pensieri tristi che da ieri mi accompagnano… Update: Con grande sollievo per il mio pancino, ho preso due buste di oki task e i crampi addominali si sono dissolti in pochi minuti. Ne […]
dic 01

DOLCE FAR NIENTE

Giornata particolarmente indulgente, la mia. La sveglia ha mortificato la squisitezza di un sogno che avrei voluto finire, ma la consapevolezza che oggi sarebbe stato un giorno destinato alla cura del mio spirito, del fisico e dei buoni pensieri, mi ha fatto alzare senza troppe storie. Un’ora, per fare i bagagli, dove lo spazio è sempre meno per far spazio alle cose più assurde, quindi son partito. Poco più di un km, per fermarmi nell’albergo con piscina che mi son concesso per il weekend: la camera credo fosse lussuosa, negli anni ’60, e da allora ha conservato i colori ed i mobili; val la pena dire che si dimostra straordinariamente in linea con il periodo vintage che stiamo vivendo, quindi a me va bene. Ho passato la giornata a bordo piscina, giusto con un braccio immerso per avere un vago senso di refrigerio dal caldo soffocante. Ho ascoltato tantissima musica, il mio cuore ne aveva bisogno assoluto: come sempre, mi fisso su un cantante e lo ascolto allo sfinimento. Oggi toccava a Lo Stato Sociale, tanto per cambiare… Uscito in strada, ho dovuto affrontare un lungo e seccante peregrinare in mezzo ad una via un po’ troppo esplicita, che vedeva […]
dic 01

IN VISITA AI VILLAGGI IN MONTAGNA

Sacca pronta, viveri, acqua in abbondanza e sali minerali: quella di ieri sarebbe stata un’impresa impegnativa, per uno sportivo mancato quale sono. Volevo andare a visitare alcuni villaggi Hmong, situati a circa 40km dalla città, in piena montagna. A patto che non mi perdessi strada facendo. Sono partito ad un orario ragionevole, ma mi aspettava una tappa meravigliosa: il Catmosphere, un piccolo bar animato da un gruppetto di gatti spaziali. E non lo dico per dire, perché i nomi degli animali si rifanno proprio alle stelle, i pianeti, gli astronauti. Entro e mi fanno accomodare su delle poltroncine rasoterra, e subito i gatti partono all’attacco della mia borsa, facendosi le unghie, mordicchiandola, saltandoci sopra. Portano il mio cappuccino ed il mio brownie, ed un persiano furbacchione cerca subito di leccarsi la panna dal mio piatto. Poi arriva un cucciolo con un occhio azzurro e uno giallo e m’innamoro, a maggior ragione quando scopro che la bianca pallina di pelo si chiama Luna. Resto al Catmosphere poco più di mezz’ora, temendo che si manifesti la mia allergia ai gatti. Ripartito più felice che mai, con la testa affollata da mille pensieri positivi, inizia una salita sempre più impegnativa, così inizio a […]
nov 27

GIROVAGANDO PER CHIANG MAI.

Aggiorno il blog prima di ripartire all’avventura, mentre dalla strada arrivano assordanti le note di una canzone degli Abba. Non sono un turista che programma le cose, ed in questo viaggio in particolare sto girando ispirato dal momento, da come si prospetta la giornata. In un modo o nell’altro, riesco sempre a perdermi in posti caratteristici e mai banali o turistici. Adoro la libertà di movimento che mi sta offrendo la bici, mezzo di trasporto che promuovo a pieni voti e che, probabilmente, sceglierò per le prossime vacanze. A pranzo sono stato in un ristorante vegetariano, ho speso la bellezza di 40 baht per tre piatti, ed altri 20 in un chiosco di frutta. Il posto, che riconfermo per il pranzo di oggi, è assolutamente a misura di thailandese, con i prezzi così come per i sapori. Ciondolando per la città e visitando uno dei trecento templi che Chiang Mai ha da offrire, sono riuscito ad incrociare Ivan, il ragazzo colombiano conosciuto in treno e con il quale ho trascorso una piacevole serata, in un altro ristorante veg, per altro! Abbiamo finito la serata in un piccolo bar proprio dietro la mia guesthouse, dove un mojito costa 90 baht (meno […]
nov 27

CHIANG MAI, PRIMO GIORNO.

Partito con il treno delle 20.45 in direzione Chiang Mai, mi sono svegliato infreddolito nella mia cuccetta. Ho aperto le tende del finestrino e con mia grande sorpresa eravamo già immersi nel verde. Davanti a me, ampie vallate, natura incontaminata, quella leggera foschia che rende magico il panorama e la calda e radente luce del primo mattino. Non vedevo l’ora di scendere, ma in realtà mancavano ancora tre ore. Dopo aver fatto colazione e preparato nuovamente i miei pochi effetti personali, ho attaccato bottone con un colombiano ed un americano, parlando un po’ in inglese ed un po’ in spagnolo (in modo vergognoso). Anche questi erano diretti a Chiang Mai, e da sciocco non ho chiesto loro dove alloggiassero, perché avrei potuto approfittarne per altre due chiacchiere in questi giorni. Arrivato in stazione ho ritrovato la mia bici e sono partito alla volta del Julie, la guest house raccomandata dalla Lonely Planet. In realtà si è rivelata full (ma solo per me: hanno valutato se valeva la pena dare la camera a uno in bici, solo, che probabilmente non avrebbe investito soldi nelle escursioni in bici che si organizzano in tutte le strutture. Prima di andare via, una coppia ha […]
nov 26

IN TRENO VERSO CHIANG MAI

Mi sono svegliato a pezzi, e tardi. Ho fatto una colazione veloce, e mi sono prenotato un massaggio. 200 baht di sofferenza: ho fatto presente alla massaggiatrice che mi fa male la spalla, così ha ben pensato di concentrare l’80% del massaggio in quel punto. Non mi è passato per nulla il dolore. Mi sono fatto torturare ed ho pure pagato A fine massaggio, ho ricevuto l’inaspettata visita di una piccola ciclista del giorno prima, che ci ha tenuto tanto a salutarmi. Timidissima, ma intenzionata a dirmi “hello” per un’ultima volta: è stata dolcissima, non l’ho abbracciata solo perché qui i thailandesi fraintendono troppo facilmente. Ieri, guardando giocare i bambini, ho detto “I love little kids”, e per un attimo mi hanno creduto il peggiore dei pedofili… ma ci fate o ci siete!? Sono andato con due thailandesi a mangiare sushi in un’ottimo ristorante giapponese ad Ayutthaya, approfittandone per spedire la bici via treno (fate attenzione bikers: se è vostra intenzione portare la bici con voi, potete caricarla SOLO ai capolinea, altrimenti dovete spedire la bicicletta in un treno merci, MOLTE ORE PRIMA, e recuperarla a destinazione, come ho fatto io. Costo dell’operazione: 200 baht = 5 Euro). Al rientro […]
nov 26

NUOVI AMICI

Preparati i bagagli, sono partito verso il Baan Sabaideen, un piccolo albergo a 10km dalla città. Il navigatore mi ha fatto prendere una stradina di campagna accidentata e polverosa, ma questo mi ha permesso di vedere facce (ancor più) genuine, campi coltivati e animali da fattoria. Allontanandosi dalla città, non c’è più il problema dei randagi, il che mi ha concesso di fotografare più tranquillamente. Ho lasciato la bici incustodita per fare due foto a delle oche, al mio ritorno c’era un gatto che si stava facendo le unghie… sulla ruota anteriore!! Giunto all’albergo, ho trovato ad aspettarmi una quarantina di bici: Pla aveva organizzato un tour per Ayutthaya. Eravamo tutti turisti, ma io ero l’unico straniero. Assieme a me c’erano sette-otto poliziotti della guardia reale di Bangkok, con le relative famiglie. Il nostro corteo in giro per la provincia di Ayutthaya è stato seguito dalle auto della polizia, permettendoci di infischiarcene del traffico, perché bloccavano tutti. L’accesso a tutti i parchi mi è stato regalato, perché assieme a noi c’era un ministro, ed ancora una volta è stato inutile obiettare. Nonostante i biglietti costassero meno di un euro. Nonostante volessi fare un’offerta per la manutenzione stessa di questi posti. […]
nov 24

ALBA DI UN NUOVO GIORNO

Il giorno promette bene. Solita sveglia naturale, alle sei il sole aveva già invaso la mia stanza. Apro le finestre e con grande piacere sento della musica folkloristica thai, che va a coprire il rumore del traffico del mattino. Il sole fa capolino dietro l’orizzonte di case, iniziando a scaldare l’aria, stranamente fresca. Per la prima volta, il cielo è assolutamente terso, il che mi ricorda che devo comprare della protezione solare, braccia e gambe iniziano ad abbronzarsi, ma vorrei evitare una scottatura. La giornata di ieri è stata la prima senza fonti di stress da viaggio. Dopo una colazione da re, ho adorato questa guest house, e l’ho riconfermata per la notte appena trascorsa. Le poche stanze, il clima familiare, l’aver fatto amicizia con i turisti che vi soggiornano, mi ha già fatto legare a questo posto. Ma è la stessa Ayutthaya ad essere adorabile e sto sinceramente apprezzando il fatto di potermela visitare in bici, perché davvero, è l’unico mezzo di trasporto che mi permette di vivere non solo i luoghi, ma anche le persone. Ho visitato il mercato cittadino appena dopo l’ora di punta, evitando di trovarmi in mezzo alla calca con la bicicletta. Ho sperimentato nuovamente una […]
nov 21

SCOPRENDO AYUTTHAYA

La mattina inizia presto, alle sei e mezzo sono già in strada sulla mia Tour. C’è un po’ di traffico, ma basta addentrarsi nel centro della città per trovare tutta l’Asia che noi occidentali sogniamo. In mezzo ad un ricco complesso di rovine khmer, si aprono ampi spazi verdi, laghetti dall’acqua immota, templi in legno, templi in pietra, maestosi alberi frondosi. Il rumore del traffico arriva ovattato, coperto dal canto dei numerosi uccelli. Il sole è ancora basso e giallo, i suoi raggi non riescono a fendere la bruma del mattino. La tranquillità di Ayutthaya e la mia pace interiore vengono interrotte da una zuffa fra cani: la città ne è letteralmente invasa; vagano solitari, oppure in piccoli branchi, ma il risultato non cambia poi molto, perché mi mettono una fifa terribile. Adoro i cani, ma un morso qui mi potrebbe costare salato, pertanto evito di avvicinarmi troppo. Un paio di ore dopo, sulla via del ritorno, un cane inizia a seguirmi. Scalo le marce, cerco di distanziarlo. Questo mi corre dietro. E’ giovane, ed ha voglia di giocare, o forse sta cercando solo cibo. Mi scorta per circa 15 minuti, finché non trova una nuova coppia a cui attaccarsi. Mi ci […]
nov 20

OBIETTIVO: IL NORD

AYUTHAYA Questa mattina mi sono alzato presto, ma avevo una sensazione simile al dopo sbornia. Sceso nella sala colazione per la grande abbuffata, avevo invece lo stomaco chiuso. Mi sentivo vagamente febbricitante. Son tornato in camera e mi son riposato ancora un pochino. Al nuovo risveglio, stavo bene. Ho gonfiato le ruote, sistemato le sacche, regolato il sellino e sono sceso in strada. Partito con l’idea di arrivare in bici ad Ayuthaya (circa 100km), ho avuto poi l’accortezza di andare a prendermi un treno in stazione a Hua Lamphong, così da poter visitare la nuova città nel pieno delle forze. Ad ogni modo, attraversare per 20km Bangkok, si traduce in perdere quasi due ore, destreggiandosi tra corsie affollate e incroci senza Dio. A metà percorso, ho bucato. Per quanto ad esserne coinvolta sia stata la ruota posteriore, son riuscito a fare il cambio piuttosto velocemente. Giunto in stazione, ho acquistato il biglietto per me e per la mia bici (65 + 100 baht) e son salito sul treno 109 delle 12:30 (partito con un’ora di ritardo). All’arrivo, sono iniziati i problemi: Ayuthaya è relativamente piccola, così ho ben pensato di non sfogliare la guida e di affidarmi al mio sesto senso: […]
nov 19

ARRIVO. DISAGI. RICORDI.

Vorrei avere il computer quando sono fuori per strada. La scarica di emozioni, l’adrenalina e la (quasi) consapevolezza di questo viaggio in solitaria, ben si manifestano in mezzo agli odori ed al caotico trambusto tailandese. Per questo primo giorno nella capitale, ho scelto una sistemazione assolutamente periferica, ad un tiro di sasso dall’aeroporto. Il quartiere appare scialbo e non curato, popolato da troppe persone e troppi animali. Condividono spazi comuni, come cucina e “sala” da pranzo, il più delle volte all’aperto, consumando i pasti ad un passo di distanza dalla strada e dai tubi di scappamento delle automobili. Se si alzano gli occhi verso il cielo, capita spesso di vedere aerei appena decollati. Ma a quanto pare sono l’unico a guardare in alto, neppure i bambini lo fanno, tenendo i loro sogni saldamente ancorati a terra. In una passeggiata di trenta minuti, ho incontrato un solo turista occidentale. Gli autoctoni invece non li ricordavo così schivi, sono molto più affettuosi i cani randagi, sempre tantissimi e sempre vessati da pulci, croste e cicatrici. Riconfermato il ricordo del traffico: le macchine sfrecciano incontrollabili sulle arterie principali, strade ampie dove si supera indistintamente a destra ed a sinistra. Di contro, avevo completamente dimenticato […]
nov 18

…IN VOLO VERSO BANGKOK!

In aria, dentro la pancia di un uccello d’acciaio, ad oltre dodicimila metri d’altezza. E’ qui che prendono forma i sogni, almeno i miei. Il viaggio inizia nel migliore dei modi: in compagnia! Con Cristina, padovana 60enne, passo volentieri le tre ore che mi separano dallo scalo a Mosca. Arriviamo, e prima ancora di salutarci, lego immediatamente con Giulia, sempre padovana, di anni 26. Mi racconta che sta andando a Bangkok a ritrovare il suo grande amore, conosciuto in India quest’estate. Le ore trascorrono piacevoli che quasi non dormiamo. Riesco anche a sfogarmi un po’; paradossale, ma farlo con un’estranea mi riesce quasi più facile. Ci salutiamo in aeroporto, con un abbraccio forte e sentito, promettendoci di rivederci una volta in patria. Recupero la bici (approfittatene per vedervi che cannone la mia Tour di Novabikes.it) ed al meeting point dell’aeroporto mi aspettano quelli dell’albergo. In Italia sono le 5 del mattino, ma qui sono già le 11, ed i vestiti mi si appiccicano al corpo nell’istante in cui metto un piede fuori dall’aeroporto. Ho montato la bici, ho fatto il check di tutto il materiale, le sacche non le ho ancora sistemate. Una doccia ed una capatina veloce al ristorante […]
nov 17

NOVABIKES EXPRESS. L’ORIENTE!

  SIAMO PRONTI! Zaino fatto. Passaporto preso. Canon pronta allo scatto. Batteria della bici carica. Ora provate ad immaginare di prendere e mollare tutto, partire alla scoperta dell’Oriente solo ed unicamente con la propria ed inseparabile bici. Questo è quello che ha deciso di fare Alessio, fotografo veneziano, classe 1989. “IL” viaggio nella sua declinazione più alta e affascinante, misteriosa ed esotica. Quello volto alla scoperta del più profondo oriente, quello allo scoperta di se stesso. Noi di Novabikes abbiamo deciso di seguirlo, sostenerlo ed emozionarci davanti a paesaggi e colori   delle culture millenarie orientali, non perdendo quel senso di avventura e libertà degni dei migliori romanzi di Joseph Conrad e Jack London. Alessio sarà solo nel suo peregrinare tra Thailandia, Cambogia e Laos, l’unico suo compagno di viaggio sarà la nostra TOUR, la più avventurosa delle bici elettriche Novabikes. Che Alessio si trovi a fare i conti con strisce di asfalto, rigagnoli di fango o terreni paludosi potrà sempre contare sulla sua bicicletta. Vi chiederete: sì, ma perchè proprio la bicicletta? Beh pensateci: è la metafora perfetta del viaggio e della vita, perché ci insegna cos’è la fatica e l’importanza del percorso verso la meta. Il ciclismo altro non […]
set 19

Siamo online!

Novabikes approda in rete con il nuovo sito web. Nei prossimi giorni saranno aggiunti tutti i contenuti, le novità, le bici e le fotografie. Stay tuned